Sua Maestà lo Stelvio
Müstair (1247 m) -Glorenza - Prad
am Stilfserjoch (911 m) - Passo dello Stelvio (2757 m) - Umbrail (2501 m) - S.ta Maria - Müstair
Lunghezza: 65 Km --- Dislivello totale: 1815 m
Lo Stelvio è il sogno proibito di ogni ciclista e il percorrerlo almeno una volta nella vita con le proprie forze sulle due ruote corrisponde a una sorta di pellegrinaggio alla Mecca che ti permette di accedere ad una ristretta cerchia di eletti. Non è forse il passo più difficile, se sia davvero il più alto è ancora argomento di discussione*, ma è e resta comunque Sua Maestà lo Stelvio. Un nome che da solo richiama gesta eroiche, ciclismo di altri tempi: sudore, fatica, mito!
È partendo da queste premesse che il 18 luglio 2003, con un misto di timore ed eccitazione, sono partito per affrontare questa scalata. A causa della posizione discosta di questo passo già la pianificazione del viaggio non si presenta semplicissima, ma approfittando del fatto di dovermi recare in Tirolo da Lugano per far visita a mia madre, decido di compiere una deviazione rispetto al solito percorso passante per il S.Bernardino. Il ruolino di marcia della giornata prevede dunque il percorso Lugano-Gandria (CH/I)-Menaggio-Chiavenna-Castasegna (I/CH)-Maloja-Zernez-Passo del Forno-Müstair in automobile, seguito dal circuito Müstair (CH/I)-Glorenza-Prad-Passo dello Stelvio-Umbrail (CH/I)-Müstair in bicicletta, per concludere di nuovo in auto con il tracciato Müstair (CH/I)-Glorenza-Reschenpass (I/A)-Landeck-Imst. Il tutto per un totale di ben 5 passi e 6 frontiere valicate.
Lasciata dunque la macchina a Müstair alle
13:00 scendo in bici verso la Val Venosta. A Glorenza trovo il primo indizio che ciò che
sto per affrontare è realmente lo Stelvio: un cartello che indica la deviazione per Prato
allo Stelvio e per il passo. Dopo qualche Km di falsopiano arrivo a Prato dove mi premuro
di bere in abbondanza e di riempire entrambe le borracce vista la temperatura sopra i 30
°C. Qui ufficialmente comincia la salita... o almeno così sembra, perché per i
primi chilometri la strada sale con pendenze relativamente limitate. Solo dopo il paesino
di Gomagoi si può dire che cominci il passo vero e proprio. In corrispondenza di un
tornante a destra è posto un cartello che indica nero su bianco ciò che mi era già
noto: ancora 48 tornanti fino al Passo. Non posso fare a meno di chiedermi chi sia il
sadico che ha avuto la geniale pensata di retronumerare i tornanti, come le stazioni di
una personalissima Via Crucis!
All'inizio l''intervallo tra un tornante l'altro è all'inizio piuttosto lungo:
oltrepassato Trafoi si raggiunge il ristorante Rocca Bianca (di proprietà di Gustavo
Thoeni). I tornanti si fanno vieppiù fitti e giunti a Franzenshöhe una metà di essi è
oramai alle spalle... mentre l'altra è davanti agli occhi e ti sovrasta!!! Il muraglione
finale presenta pendenze costanti sopra l'8% e mano a mano che il conto dei tornanti
scende verso lo zero, anche le energie cominciano a calare. Gli ultimi 3 Km li faccio al
rallentatore: battito cardiaco come se stessi facendo una tranquilla scampagnata, ma gambe
che di girare proprio sembrano non volerne sapere. La mia prima crisi di fame! Forse non
è stata una buona idea sfidare la montagna con solo una focaccia e due barrette di
cereali nello stomaco, per di più ingurgitati al volante ben 3 ore prima!
L'agonia volge al termine 3, 2... l'ultimo... Ecco il Passo! La fatica svanisce di
colpo (la fame no). Mi sembra incredibile, ma ce l'ho fatta: sono sullo Stelvio e il
cartello sotto il quale mi faccio fotografare lo conferma! Giusto il tempo di rifocillarmi
con un leggero spuntino (un gelato, una tavoletta di cioccolato e un bicchierone di succo
di mele), scrivere un paio di cartoline a parenti increduli e amici e colleghi invidiosi
rimasti al lavoro e affronto la discesa verso l'Umbrail, da questo versante decisamente...
facile. Non capita tutti i giorni difatti di fare un passo che sia praticamente tutto in discesa!!
La strada che dall'Umbrail porta verso Santa Maria comporta però qualche
difficoltà tecnica a causa del lungo tratto sterrato, ma con un po' di prudenza arrivo
incolume al piano dove, dopo una meritata quanto improvvisata doccia sotto un impianto di
irrigazione, risalgo in auto per dirigermi verso la mia destinazione finale e la meritata
cena preparata dalla mamma!
* Lo Stelvio dovrebbe essere il passo carrozzabile più alto d'Europa (2758 m). Il Pico de Veleta (3394 m) in Spagna e la Cime de la Bonette (2802 m) in Francia sono più alti, ma sono cime , per l'appunto, non passi. La Cime de la Bonette è raggiungibile dal Col de la Bonette, che però coi suoi 2702 m si trova ad un'altitudine inferiore a quella dello Stelvio.